
Dalla VII secolo a.C alla Digitalizzazione: Il Ruolo dei Beni Intangibili
L’indagine delle fonti antiche ci rivela un dato sorprendente: la prima attestazione di un monopolio concesso per un’originale creazione dell’ingegno umano risale all’antica città calabrese di Sibari, nel VII secolo a.C. A sostegno di questa scoperta, che potrebbe porre fine alla secolare disputa tra Italia e Inghilterra riguardo al primato in questo campo, è l’autorevole testimonianza dello storico ateniese Filarco, vissuto nel III secolo a.C.
Secondo quanto riportato da Filarco – e successivamente ripreso da Ateneo di Naucrati nel II secolo d.C. – ben quattro secoli prima (ovvero nel VII secolo a.C.), nella città jonica fu formalizzato il diritto di sfruttamento esclusivo di un’invenzione, più precisamente di una ricetta.
Nella colonia magno-greca, afferma Filarco, fu assegnato un monopolio della durata di 12 mesi per un piatto originale ed elaborato, con l’obiettivo di garantire che
“chiunque ne fosse l’ideatore avesse il diritto esclusivo di trarne profitto durante tale periodo, e per stimolare gli altri a distinguersi con invenzioni di simile genere”.
La validità di quanto riportato dall’illustre storico è corroborata da un’iscrizione su una lapide ritrovata nell’area archeologica. Il testo recita che a Sibari “veniva offerto un incentivo a tutti coloro che realizzavano un qualsiasi miglioramento al benessere comune, assicurando i relativi guadagni all’inventore per un anno”. Questo, dunque, potrebbe essere interpretato come il più antico esempio conosciuto di un bene intangibile riconosciuto e protetto a livello legale.
L’inizio, effettivo, della tutela dei beni intangibili può essere rintracciato nel 1421, quando l’architetto fiorentino Filippo Brunelleschi ottenne il primo brevetto riconosciuto per un sistema di sollevamento, utilizzato per la costruzione del duomo di Firenze. Questo rappresenta un episodio fondamentale nella storia della proprietà intellettuale (Fonte: WIPO).
Tuttavia, la strada per la tutela giuridica dei beni intangibili non è sempre stata lineare. Un esempio noto è la disputa tra Alexander Graham Bell ed Elisha Gray per il brevetto del telefono nel XIX secolo. Entrambi depositarono le richieste di brevetto nello stesso giorno, ma fu Bell a ottenere il riconoscimento ufficiale (Fonte: USPTO). Questo caso evidenzia le difficoltà legali e procedurali che possono sorgere nella tutela di tali beni.
Nel XX secolo, la rivoluzione tecnologica ha amplificato l’importanza economica dei beni intangibili. Nikola Tesla, uno dei pionieri in questo campo, ha perso la famosa “guerra delle correnti” contro Thomas Edison, in gran parte a causa della sua incapacità di proteggere adeguatamente i suoi brevetti. Questo episodio ha evidenziato la necessità di un’efficace strategia di gestione dei diritti di proprietà intellettuale.
Il XXI secolo ha portato con sé una maggiore consapevolezza dell’importanza economica e giuridica dei beni intangibili. Un esempio di ciò è il caso Apple contro Samsung del 2011, una battaglia legale per la violazione di brevetti di design del iPhone che ha messo in evidenza le sfide nell’applicazione delle leggi sulla proprietà intellettuale in un’epoca di cambiamenti tecnologici rapidi (Fonte: U.S. Supreme Court).
Oggi, con l’emergere dell’economia digitale, i beni intangibili come i dati degli utenti e il software proprietario sono diventati centrali per molte aziende, come Google e Facebook. Questa transizione ha portato a nuove sfide legali e economiche, poiché la tutela di tali beni diventa sempre più complessa e critica.
In definitiva, la tutela dei beni intangibili ha giocato un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’economia globale. Essa rappresenta un equilibrio delicato tra incentivare l’innovazione e garantire una giusta ricompensa ai creatori. Allo stesso tempo, la tutela di tali beni presenta continue sfide, date le continue innovazioni tecnologiche. È quindi fondamentale che le leggi e i regolamenti continuino ad adattarsi a questa realtà in costante evoluzione.
* Gino Zappa è un noto economista italiano che ha svolto un ruolo significativo nello sviluppo e nell’insegnamento dell’economia aziendale in Italia.
Gino Zappa ha dedicato gran parte della sua carriera all’insegnamento e alla ricerca nell’ambito dell’economia aziendale presso l’Università Bocconi di Milano. È considerato uno dei pionieri dell’economia aziendale in Italia e ha contribuito in modo significativo alla diffusione e alla comprensione dei fondamenti di questa disciplina nel contesto italiano.
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